Marisa e le altre

Ascanio Celestini, attore di teatro e regista di cinema, legge e interpreta una lettera scritta il 16 marzo 1974 da Fausto, operaio in una grande fabbrica, a sua madre. La lettera è pubblicata in Fabbrica. Racconto teatrale in forma di lettera di Ascanio Celestini edito da Donzelli nel 2003. La lettera racconta di Marisa, anziana operaia prossima alla pensione che ha passato tutta la sua vita a ripetere lo stesso lavoro, lo stesso gesto, rovinandosi per sempre le belle mani che amava tanto. Armando Ceste intreccia le parole di Celestini con interviste condotte da Beppe Rosso a tre giovani operaie davanti ai cancelli della Fiat Mirafiori intorno all’ambiente di lavoro in fabbrica all'inizio del XXI secolo. Tra le immagini d'archivio utilizzate i materiali del Collettivo Cinema Militante di Torino, I compagni di Mario Monicelli (1963), Tutto era Fiat di Mimmo Calopresti (1999) e la riproduzione de la Vergine dell'Annunciazione di Antonello da Messina, conservata presso l'Alte Pinakothek di Monaco. Il film è stato proiettato in anteprima alla VI edizione di Cinemambiente del 2003 nella sezione Panorama.

In questi anni ho cercato di lavorare su quello che è l'oralità attorno alla questione fabbrica. La prima cosa che ho cercato era se c'era una letteratura orale e quindi se esisteva una leggenda della fabbrica, se esisteva una fiaba anche della fabbrica. Ovviamente questo non c'è e mi sono trovato tante persone che avevano due situazioni, spesso entrambe vivevano nella stessa persona; una che è l'impossibilità di raccontare una storia, l'accadimento della fabbrica, e quindi queste persone che hanno avuto un apprendimento del lavoro, quasi sempre attraverso lo sguardo, gli hanno detto guarda e impara, e oggi del loro lavoro hanno una memoria visiva, quello che hanno guardato, e una memoria fisica, cioè quello che hanno imparato fisicamente, ma non una memoria verbale, per cui non sanno dire quello che facevano. Se lo guardano davanti agli occhi, se lo sentono addosso fisicamente, ma poi non lo sanno dire a parole, quindi fanno una fatica enorme per raccontarlo e  la cosa che fanno è muovere le braccia, alcuni si alzano proprio, oppure si forniscono di un linguaggio che è tutto “da qui a lì”, oppure “da lassù a quaggiù”, “grande come una macchina”, “grande come una palestra”, ecc... quindi cercano di dimostrare fisicamente e visivamente quello che a parole quasi non riescono a raccontare. Ascanio Celestini in Marisa e le altre

La parte legata ad Ascanio Celestini è nata durante il Festival delle Colline Torinesi quando il suo testo Le nozze di Antigone, interpretato da Veronica Cruciani, ricevette il Premio Oddone Cappellino; mentre le interviste legate alle operaie Fiat sono nate durante il progetto Senza FIATo? a cui hanno aderito molti registi torinesi indipendenti. Queste interviste le abbiamo realizzate davanti alla Fiat con Adonella Marena, Giacomo Ferrante e Luca Pastore con cui c'è stata un'appendice legata al sindacato, in particolare alla Fiom. Le riprese con Ascanio sono state effettuate a Racconigi durante l'allestimento dello spettacolo Fabbrica, andato in scena il 14 giugno 2003. Armando Ceste


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