Anna Karina. Il volto della Nouvelle Vague

Armando Ceste ha sempre avuto una grande passione per il cinema e in particolare per Jean-Luc Godard, autore simbolo della Nouvelle Vague, che continua ancora oggi a sperimentare e riflettere sul linguaggio audiovisivo e sulla contemporaneità. Più di una volta Ceste ha citato nelle sue opere Godard e Anna Karina, in particolare la sequenza di Vivre sa vie (Questa è la mia vita, 1962) in cui l’attrice va al cinema a vedere il capolavoro di Carl Theodor Dreyer La passion de Jeanne d'Arc (La passione di Giovanna D’Arco, 1928); questa sequenza costituisce anche il perno narrativo e visivo del video-spettacolo Variazioni (2004). Il film viene realizzato in occasione della rassegna dedicata all'attrice, Les Annés Karina, curata dal Museo Nazionale del Cinema che ha avuto luogo presso il Cinema Massimo di Torino tra il 29 maggio e il 3 giugno 1996. Il documentario, prodotto dalla Zenit Arti Audiovisive e montato da Marco Duretti, venne proiettato in anteprima venerdì 31 Maggio alla presenza dell'attrice. Nei mesi successivi sono state organizzate altre proiezioni, tra cui è importante segnalare quella di Bologna il 30 luglio nell'ambito della rassegna curata dalla Cineteca del Comune di Bologna Sotto le Stelle del Cinema. Star al femminile, in Francia a Nizza nell'ambito della IV edizione di rencontres Cinéma & Vidéo al XIV Festival Internazionale Cinema Giovani di Torino nella sezione Proposte.

Anna Karina ha iniziato la sua carriera d’attrice all’età di quattordici anni a Copenhagen, dove è nata. Arrivata a Parigi a diciassette anni, diventa presto l’interprete preferita di Jean-Luc Godard (che sposerà poco tempo dopo) e di altri giovani autori della Nouvelle Vague. Ripercorrere la vita di Anna Karina (“questo nome me l’ha dato Coco Chanel, che quando sentì che mi chiamavo Hanne Karine Bayer decise subito che non andava e stabilì: Anna Karina”) è un ritornare alla Parigi ancora coinvolta nella guerra d’Algeria, agli incontri casuali, nei caffè di Saint Germain, con personaggi famosi, alle lunghe passeggiate nel boulevard, ai primi lavori come indossatrice e fotomodella. Poi il telegramma di Jean-Luc Godard, che l’aveva vista in una pubblicità di saponette e le offriva la parte principale del suo secondo film: Le petit soldat. E sul set quel bigliettino, “je vous aime", e soprattutto un appuntamento a mezzanotte in un caffè...  L’inizio di una nuova vita. Con Godard ha girato negli anni seguenti titoli significativi come: Vivre sa vie, Alphaville, Une femme est une femme, Pierrot le fou, Bande à part, Made in USA. Il suo volto, i personaggi che lei ha interpretato nella sua lunga carriera di attrice, sono ormai parte della storia del cinema. Anna Karina è stata l’icona della Nouvelle Vague, il volto fatto di bianchi e neri, lacrime e sorrisi, il primo piano degli anni ‘60. Non è che oggi Anna Karina viva solo di ricordi, ma inevitabilmente tutto la riporta a quel periodo, un’epoca d’oro, una stagione che non ci sarà più, che la vide non solamente interprete, ma ispiratrice e protagonista in prima persona della nascita del cinema moderno. Armando Ceste


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